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Nazional Anarchismo : Fieri della propria Terra

  • 8 gen 2018
  • Tempo di lettura: 5 min

Le etnie sono in grado di perpetuarsi nel tempo in modo“plastico”; sono capaci di mutamento pur rimanendo se stesse. Mutano senza rinnegare la loro forma. Cambiano, ma senza soluzione di continuità. ma com’è possibile? La risposta: le etnie sono realtà organico-storiche. Sono, cioè, entità bioculturali. E' ovvio: tale definizione non è “innocente”. Presuppone l’accordo e non la scissione tra natura e cultura." (Giovanni Damiano)

Nelle scienze etnoantropologiche e nelle altre scienze sociali l'identità riguarda, per un verso, il modo in cui l'individuo considera e costruisce se stesso come membro di determinati gruppi sociali (nazione, classe sociale, livello culturale, etnia, genere, professione, e così via) e, per l'altro, il modo in cui le norme di quei gruppi fanno sì che ciascun individuo si pensi, si comporti, si situi e si relazioni rispetto a se stesso, agli altri, al gruppo a cui afferisce e ai gruppi esterni intesi, percepiti e classificati come alterità. Se teniamo in considerazione l'aggettivo 'identitario', che significa relativo all'identità socioculturale di un soggetto, il problema dell'identità nel nazional-anarchismo non sussiste come fattore a sè, essendo appunto legato alla società e alla cultura che hanno generato l'appartenenza all' "ideologia" nazional-anarchica. Ma è altrettanto noto che con identitario ci si riferisca anche alla categoria antropologica d'origine, e quindi, della razza e/o etnia di appartenenza. Il chiarimento espresso sulla 'World National-Anarchist Alliance' ci pare abbastanza chiarificatore, noi tentiamo di implementarlo ulteriormente: la bellezza del nazional-anarchismo consiste nel fatto che le tribù (se preferite, comunità) possono essere create basandosi su qualsiasi valore.Fondamentalmente questo argomento ci dà l'opportunità per i colloqui più disparati e dunque potenzialmente aperti per delineare nuovi spazi da esplorare. Il Nazional-anarchismo è una risposta perfetta all'anarchico tout-court con la sindrome dei suffissi: siamo circondati da anarco-capitalisti e anarco-comunisti, anarco-x ed anarco-y. Con il sistema nazional-anarchico, ogni tribù può implementare qualsiasi sistema desideri: questo rende il lavoro attraverso le varie categorie decisamente più semplice. E' noto che però all'interno della galassia anarchica il nazional-anarchismo venga spesso associato ad un discorso di "razza". Alcuni vanno oltre cercando di identificarlo come una sorta di neo-fascismo mascherato. Tentiamo di fare un po' di chiarezza. Parte di questo problema è da imputare ad alcuni nazional-anarchici che si rifiutano di riconoscere come tale chi non sia partecipe di una visione etno-identitaria o separatista. Dall'altra parte ci sono quelli che non riescono a capire che ci possono essere persone che possono avere la libertà di crederlo, se lo desiderano, e vogliono usare la coercizione per risolvere il problema, ma in questo modo non se ne verrà mai a capo. Un dibattito basato sul rispetto potrebbe portare a qualcosa di costruttivo e forse di allineato, in caso contrario ognuno sarebbe libero di tornare alla propria comunità con le proprie convinzioni. Basta quindi specificare che non condanniamo chi opta per una scelta separatista identitaria né chi decide di costruire comunità basate su altri postulati (che in qualche modo diventano a loro volta identitari) come il veganesimo piuttosto che il paganesimo, l'ambientalismo piuttosto che l'antispecismo. Per dirla con le parole del NATA-NY "i nazional-anarchici cercano di colmare i divari tra i diversi gruppi indipendenti che sono d'accordo su un principio: una radicale autonomia decentrata. La filosofia nazional-anarchista è saldamente basata sui principi di libertà, libera associazione, decentramento, autonomia della comunità, sovranità locale/individuale, autodeterminazione ed aiuto reciproco: rifiuta tutte le misure coercitive per omolgare le diverse culture ed i diversi popoli indipendenti.NATA-NY è una confederazione basata sulla libertà, l'autodeterminazione e l'autosufficienza. [ ... ] L'attributo "nazione" in nazional-anarchismo non si riferisce a un governo, stato o confini arbitrari; piuttosto, una nazione o una tribù, è semplicemente una comunità o un gruppo di persone che lavorano insieme per stili di vita e obiettivi comuni. Le tribù possono essere create sulla base di fattori infiniti, tra cui località geografica, religione, etnia, sottocultura, ideologia, orientamento sessuale, o perché no occupazione. Nessun elemento unificante deve essere ignorato o mancato di rispetto, in altre parole, tutto o nulla può essere una base per l'organizzazione tribale." I nazional-anarchici non sono razzisti, suprematisti, statalisti o totalitaristi (specifichiamo inoltre che razza ed etnia non vanno né confuse né giustapposte). Questo deve esere scandito a chiare lettere e riguarda tutti coloro che si definiscono nazional-anarchici. Il che non significa negare la specificità delle diverse etnie che rappresentano uno dei patrimoni più generoso del pianeta, quello umano, né incoraggiare la politica mondialista dell'annientamento delle culture in virtù di un'agognata globalizzazione. Rivendicare le tradizioni di un gruppo etnico, di un popolo, è argomento caro ai nazional-anarchici. Essi sostengono di fatto il diritto di tutte le razze, etnie e gruppi culturali di organizzarsi e vivere separatamente qualora lo desiderino. Ogni 'minoranza' ha il diritto di autodeterminarsi, ignorando l’ordine costituzionale interno allo Stato in cui si trova a coesistere con altre comunità maggioritarie, al fine di affermare la propria autonomia; il superamento dello Stato-nazione è per i nazional-anarchici la necessaria soluzione federalista, che includerebbe la garanzia di sopravvivenza delle differenti comunità. Di pari passo ogni etnia ha il diritto di esistere e mantenere il suo popolo/nazione senza l'intervento di forze esterne (il Buthan è un esempio riuscito di cultura integrale rimasta tale). Conservando il patrimonio locale è possibile contrastare l'omologazione e lo sradicamento culturale della globalizzazione. Sostenere la possibilità del separatismo volontario significa superare la soluzione assai remota di una necessaria riorganizzazione degli stati su base etnica (evitando, ovviamente, una eccessiva e del tutto irrealistica frammentazione, quindi, senza pretendere che ad ogni etnia corrisponda uno stato, cosa impossibile) in virtù della diffusione di forme di “federalismo etnico”, sempre in presenza di presupposti che la rendano praticabile. E' dunque ovvio che il compito strategico del nazional-anarchismo, nel breve e nel medio periodo, si orienti verso un futuro centrato sul federalismo e consideri solo come attualmente inessenziale e teorico l'obiettivo dell'indipendenza statale, obiettivo che un futuro potrebbe darci ragione. Il nazional-anarchismo tende a concepire la particolarità etnica e linguistica come un elemento di coesione e di identità del territorio, un valore su cui mantenere salde le radici della Tradizione. E' evidente l'elemento caratterizzante questa visione identitaria, come di quelle minoritarie (pensiamo ad esempio all'indipendenza occitana o a quella bretone per fare un paio di esempi noti), e cioè è la priorità del fattore etnico su qualsiasi altra scelta ideologica, politica o religiosa (che ribadiamo ancora una volta non ha nulla a che vedere con il suprematismo razziale). Il rispetto per le differenze è infatti alla base del movimento: il motto del futuro sarà rispetto per gli altri e unità nella diversità. Il nazional-anarchismo è il modo più lineare per unire tutte le anime di un'anarchia senza compromessi senza rinunciare ai propri principi identitari, di qualsiasi forma di identità si tratti. (Bòrmanus)

 
 
 

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