I Riferimenti del Nazional Anarchismo : Filippo Tommaso Marinetti
- 11 mar 2018
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Filippo Tommaso Marinetti nacque ad Alessandria d' Egitto il 22 dicembre 1876. Trascorse l' infanzia nella città natale. Studiò e visse per molti anni a Parigi, dove venne a contatto con un ambiente intellettivo innovativo, nel 1902 venne pubblicato il suo primo libro in versi "La conquete des étoiles"; nel quale sono già presenti i versi sciolti. Nel 1905 fondò la rivista Poesia attraverso la quale cerca di affermare il verso libero. Il 20 febbraio del 1909 pubblica su " Le Figarò" il Manifesto del Futurismo, con il quale nasce questo movimento. Il futurismo è un movimento artistico e culturale che sorge in Italia nei primi anni del Novecento. È caratterizzato dal rifiuto dei valori tradizionali del passato ed è basato sulla fede nel futuro e nel progresso. Gli artisti di questo movimento esaltano gli ideali della velocità, del dinamismo, della violenza e della guerra intesa come "unica igiene del mondo". I poeti futuristi per esprimersi usano il linguaggio caratterizzato dalle "parole in libertà", cioè che rifiuta le regole sintattiche e grammaticali a favore di una libera associazione delle parole. Il fondatore di questo movimento è Filippo Tommaso Marinetti, autore del Manifesto Futurista e del Manifesto della letterature futurista. Altri artisti importanti sono: Aldo Palazzeschi e Corrado Govoni nella letteratura e Giacomo balla e Carlo Carrà nell' arte Allo scoppio della Prima guerra mondiale i futuristi furono originariamente anarchici ,interventisti accesi. La frangia anarchica italiana negli anni seguenti aderì al primo fascismo rivoluzionario , difatti il san sepolcrismo è una formazione sincretica tra nazionalismo,anarchismo,irredentismo,sindacalismo rivoluzionario e socialismo, . Nel 1929 venne insignito della carica di letterato d'Italia. Nel 1935 si recò volontario in Africa orientale; di ritorno nel 1936 cominciò una lunga serie di studi e sperimentazioni sulle parole in libertà. A luglio del 1942 ripartì per il fronte, stavolta nella campagna di Russia. Il suo stato di salute all'arrivo del rigido autunno si aggravò ulteriormente e venne rimpatriato. Nel 1943, dopo la destituzione di Mussolini, si trasferì a Venezia. Morì a Bellagio, in provincia di Como, nel 1944. Tra le sue opere più importanti ricordiamo il romanzo gl' Indomabili, Mafarka il futurista e Zang Tumb Tumb.



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