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I Riferimenti del Nazional Anarchismo : William Godwin

  • 6 lug 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

William Godwin (Wisbech, 3 marzo 1756 – Londra, 7 aprile 1836) è stato un filosofo, scrittore e politico libertario britannico. Pensatore del tardo Illuminismo nonché ispiratore di parte del Romanticismo inglese, specialmente la "seconda generazione romantica" comprendente John Keats, il suo genero Percy Bysshe Shelley e George Gordon Byron, radicale e repubblicano, è considerato uno dei primi teorizzatori anarchici moderni. L'opera più celebre di Godwin è il saggio Inchiesta sulla giustizia politica in cui esprime un ideale di anarchismo filosofico.

Sua moglie fu la scrittrice Mary Wollstonecraft, antesignana del femminismo di tipo liberale e dei diritti delle donne nonché autrice di Rivendicazione dei diritti della donna. Dalla loro unione nacque Mary Godwin, nota, dopo il matrimonio con il poeta Percy Bysshe Shelley, come Mary Shelley, autrice del celebre romanzo Frankenstein

Godwin è considerato uno tra i principali pionieri del pensiero anarchico. Deluso dalla Rivoluzione francese e dalla dittatura giacobina, elaborò un ordinamento sociale fondato sul decentramento amministrativo e giudiziario, sulla costruzione di libere comunità indipendenti e sull'abolizione del governo centrale: un mutamento graduale di liberazione della società dallo Stato, fondato sulla maturazione di un'etica insieme individualista e comunitaria. Godwin contesta la teoria contrattualista di scuola liberale: il patto sottoscritto originariamente tende ad eternizzarsi, facendo sì che le generazioni successive siano costrette ad obbedire alla volontà di quelle che le hanno precedute, e quand'anche i cittadini di oggi fossero chiamati a rinnovare il patto, comunque "patti e promesse non costituiscono il fondamento della morale" e non garantiscono il successo della ragione Godwin critica in modo così radicale il principio d'autorità da contrapporvi l'opposto principio di anarchia: "ciascuno è abbastanza saggio da governarsi da solo" e "nessun criterio soddisfacente può porre un uomo, o un gruppo di uomini, al comando di tutti gli altri" . Le istituzioni devono soltanto limitare il male, poiché l'uomo non è perfetto: il miglioramento della società, la creazione di una civiltà di liberi e uguali, tuttavia, elimineranno gradualmente le "cause del delitto" rendendo superflue le istituzioni repressive, poiché il carattere dell'uomo non è dato dalla natura ma dalla società (cosiddetta "perfettibilità dell'uomo"). Godwin conclude la sua criminologia libertaria, anticipatrice di quella anti-lombrosiana di Pietro Gori, non chiedendo l'abolizione immediata della polizia, ma un graduale superamento tramite una guardia meno coercitiva, fino a che ce ne sarà bisogno, ma sostenendo che i malfattori devono essere rinchiusi solo come espediente temporaneo e trattati con il massimo di rispetto e cortesia possibili.

Nel frattempo, poiché il completo superamento di ogni Governo può avvenire solo con la maturazione di un'alta coscienza civile, si deve cercare un sistema sociale basato sulla partecipazione popolare Da qui Godwin parte per teorizzare la democrazia diretta, il decentramento ed il federalismo, difendendo una forma di comunitarismo: una ricetta applicabile ad ogni società, poiché il dato unificante e comune a tutti è la ragione; l'amore patrio, pertanto, è ingannevole, perché separa arbitrariamente gli uomini e pone gli interessi degli uni contro gli interessi degli altri. Allo stesso modo, anche la guerra offensiva e il colonialismo sono immorali, così come lo sfruttamento dei lavoratori Per Godwin Ragione, Giustizia e Felicità coincidono: poiché la ragione è universale ne deriva anche l'universalità della giustizia, la quale a sua volta conduce alla felicità individuale e collettiva e alla vera libertà. Aderisce inoltre al sensismo e all'utilitarismo, sostenendo anche una pedagogia libertaria, ricavata in parte da Rousseau. Pur ribadendo la centralità dell'individuo come soggetto dei diritti, da cui derivano tutti i diritti della società, egli sostiene la filantropia . egli ultimi anni si dedicò anche alla fantascienza, ipotizzando scoperte scientifiche in grado di far ottenere l'immortalità all'essere umano; si ritiene che l'interesse di Godwin per questi argomenti abbia influenzato anche la figlia Mary Shelley per la stesura del suo Frankenstein. odwin e il suo circolo intellettuale (Shelley in testa) vedono inoltre con interesse i diritti degli animali e il vegetarianismo ,

Le opere principali

  • Inchiesta sulla giustizia politica (Enquiry concerning political justice), (1793), trattato pubblicato in polemica col pensiero di Edmund Burke, è la sua opera più sistematica: l'autore evidenzia come la felicità umana e il benessere della società rappresentino gli unici scopi dell'esistenza; diversamente da Jean-Jacques Rousseau, la cui influenza è fortemente presente, Godwin auspica però una graduale dissoluzione di tutte le forme di governo per arrivare all'anarchia. Al sentimentalismo e alla religiosità di Rousseau, viene contrapposta la ragione. Legge, governo, proprietà, matrimonio e disuguaglianza devono esse progressivamente aboliti.

  • Le avventure di Caleb Williams (1794)

  • Sulla popolazione (On Population), (1820), è un trattato in cui prevede che l'evoluzione tecnologica riuscirà in futuro a creare una società senza più poveri. Si tratta di una risposta al famoso libro di Malthus Saggio sul principio di popolazione (1798).

  • Tra le sue ultime opere (tutte di narrativa) si ricordano: Mandeville (1817), Cloudesley (1830) e Deloraine (1833).

 
 
 

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