La nostra su Saviano, da anarchici, identitari ed uomini liberi senza paura della psicopolizia.
- 9 ago 2020
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Il nostro articolo di oggi è dedicato a Roberto Saviano, scrittore, giornalista e sceneggiatore inapoletano. La sua figura divide perennemente l'opinione, ma una cosa è assolutamente è certa, il fatto che sia spalleggiato dai media mainstream, dove lo si vede spesso elargire "opinioni", non lo fanno rientrare di diritto nei "giusti", e credo che da partenopeo, io abbia il diritto di analizzare la mia visione su di lui e di criticarne gli aspetti di questo personaggio pubblico. La retorica dei media pro-Saviano è quella di rendere coloro che lo criticano, come sostenitori della Camorra. Questo lo hanno fatto i cari "compagnucci fucsia" di FANPAGE ( la "scumma dei fasulli" del giornalismo, passatemi il termine). Dopo il loro report (guarda caso con Saverio Tommasi, altro personaggio davvero retrogrado e inutile, prova che chiunque in questo paesuccolo chiamato Italia, può fare il giornalista-giornalaio) hanno fatto trasparire che i napoletani che criticano Saviano sono quelli pro-camorra. La loro pravda stalinista (siccome loro si auto-identifcano così) è IMBARAZZANTE e assoilutamente non obiettiva, aggiungerei anche a tratti viscida e manipolatrice, come hanno sempre fatto, del resto i giornalisti sono i pennivendoli del sistema. La cosa che più mi da fastidio non è assolutamente la denuncia alla camorra e alla criminalità organizzata, Saviano (coi suoi metodi seppur discutibili, siccome ha fatto sempre trasparire questo come sufficienza e vittimismo per noi partenopei e campani), a modo suo, ha voluto comunque far luce sui problemi delle periferie del napoletano. In questo articolo non troverete accuse taglienti ad-cazzum, come hanno fatto quegli idioti del Primato Nazionale, alla gente (che come Saviano) ragiona solo per bi-cromatismi, senza percepire la tavolozza di opinioni su un personaggio pubblico. Se critico Saviano, non è perchè sono con la Camorra, ma perchè le sue affermazioni politiche hanno un sapore grigiastro, nascoltabile, banale, profondamente retorico e melenso. Chi difende a spada tratta o chi critica a spada tratta senza analizzare il personaggio, sbaglia enormemente. Me medesimo non ha una stima per questo personaggio, siccome lo reputo fine a sé stesso, una persona che intelligentemente ha sfruttato e spettacolarizzato problemi del nostro territorio per suo tornaconto, perchè parliamoci chiaro, è facile parlare di Sud e di vendere libri sulla camorra, siccome appunto sono fenomeni spettacolarizzati... ah povero Giancarlo Siani. Ti sei sacrificato per la verità, ti ci son voluti ben 12 anni per catturare chi ti ha ucciso, e ha raccolto la tua eredità, un personaggio, una "lingua di legno”, ha raccolto la tua eredità ed ora, si disinteressa delle tue e delle battaglia di migliaia di persone che hanno fatto DAVVERO contro la mafia, ed ha spettacolarizzato un fenomeno superficializzandolo. Una cosa molto importante che peò ha fatto Saviano e che almeno vi è stata un pò di apertura mentale da parte di chi ha sempre considerato male Napoli e i Napoletani, ma questo non giustifica affatto i suoi ateggiamenti. Stanno rendendo Saviano un simbolo? Un simbolo? non è un simbolo, perché il nulla non simboleggia alcunché. Saviano è un tormentone, un mezzo sciacallo, viene apprezzato solo da chi pensa che i talk televisivi siano una vera piattaforma di informazione, chi pensa che Mamma Rai sia un servizio pubblico e non uno scatolone propagandistico. Dobbiamo riconoscere che Saviano è un burattino, un personaggio pubblico costruito su misura per quella parte civilissima dello strapaese Italia, attentissima alle cose futili, che due o tre volte a settimana ha bisogno di sentirsi parte di una grande lotta ai grandi problemi esistenziali, sempre onestissima e dalla parte del bene inequivocabile, inattaccabile, come è l’antimafia o l’umanitarismo degli umanitaristi di origine-non-governativa. Come ogni politico o personaggio pubblico, lui utilizza le cose per tirare acqua al suo mulino, per cavalcare onde e massificare pensieri ed opinioni, creando in chi non la pensa come lui, un senso di colpa... perchè le immagini e i servizi montati ad arte, sono fatti apposta per programmare ed ammaestrare. Personaggi del genere mirano all'appiattimento, al pensiero unico. A chi va bene questo personaggio? Ai filantropi da social network, gli intellettuali impegnati che non hanno mai letto un libro, i giornalisti salottieri con la tessera del partito dominante. Questi sono sempre buoni, stranamente sono sempre i supereroi minacciati dalle mafie e dai politici cattivi, sono parte di questo divide et impera costante per dare sempre più potere allo stato e far credere che abbiamo bisogno di qualcuno per governarci. Difatti la sua scorta è un fantasma utile solo ad impaurire chiunque avrebbe voglia di controbattere ai suoi sproloqui dandogli il fatto suo, ce l’ha da quando ha scritto Gomorra, ed ha detta sua, non riesce a vivere più in normalità; è un attivista, è il primo attivista dell’antimafia; oggi, addirittura, si riscopre umanitarista, di mentalità aperta (Solo sei sei d'accordo con lui, eh :P) e con sguardo verso il futuro, rimarcando anche cose le quali anche io trovo d'accordo come legalizzazione delle droghe leggere. In un paese dove l'infomazione è manipolata e le inchieste giornalistiche fatte con gli agenti provocatori come i già citati Fanpage, il suo ruolo è quello dell’eroe popolare inattaccabile, chiunque esca fuori dai suoi dogmatismi, all'improvviso è un suo nemico, quindi zero questioni e zero domande! Lui ha ragione, non si può discutere, a fargli da cane da guardia tutta quella schiera di adepti, al pare della Chiesa Cattolica, ce dogmaticamente prendono tutto ciò che dice come oro colato, ma quando imparerete a pensare un attimo con la vostra testa?
Ma poi l’aspetto più grottesco della vicenda è l’immensa e immeritata serietà che viene conferita, come medaglia al valore, ad ogni sua uscita, ad ogni suo video, ad ogni sua esternazione. Quando ha parlato giorni fa d’economia e di debito pubblico: ha rifilato una sequela di inesattezze e fonti assolutamente mistificatorie e improponibili, sull'onda del peggior capitalista e liberista... MA GUAI A CHI LO CRITICA! La sua figura da pseudo messia, mi preoccupa, non per lui, ma per il suo fanclub, che come bibbia usa Gomorra e come pensiero prende per buone le sue uscite in maniera dogmatica. E come per Gesù Cristo (davvero sto paragonando Saviano a Gesù HAHA), sia lui che il suo fanclub mi fanno altamente cagare,perdonatemi se ho perso le staffe. :) Ma possiamo dirlo che ci siamo stancati di questo censore della coscienza collettiva? Possiamo criticare un personaggio pubblico senza essere additati come i peggiori? Saviano non è perfetto, non ha inventato nulla e non ha fatto nulla se non spettacolarizzare in fenomeno che esiste. Criticare le uscite politiche imbarazzanti, non significa supportare la camorra, ma supportare il libero pensiero. Io da uomo libero posso dire ciò che voglio, oppure devo avere paura della psicopolizia orwelliana? Esatto, la psicopolizia. Termino con una domanda : Ma nessuno ha avuto l’ardire di dirgli che farebbe bene ad imparare a scriver libri senza scopiazzare? Vi lascio il video che mi ha ispirato a scrivere questo articolo qui sotto: Il fatto di regalargli visualizzazioni non mi preoccupa, basta vedere le visualizzazioni di questo video a monte per capire come stiamo messi..


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