Il Nazional Anarchismo e le comunità LGBTI
- 10 ago 2020
- Tempo di lettura: 6 min
Ringraziamo infinitamente il Blog Freccia Nera per l'interessamento, lo spazio e la possibilità di trattare due temi spinosi quanto spesso bistrattati da strumentalismi e delazioni, pertanto che riteniamo meritino un approfondimento. In questo caso il Nazional Anarchismo e la sua compatibilità con il movimento LGBTI.
Iniziamo col dire chi siamo noi Sezione Autonoma Estense. Ci siamo imbattuti nel N-AM nel 2016, e da allora in totale autonomia abbiamo portato avanti quelle che già da prima erano le nostre teorie radicali sull'economia reale, sull'anti imperialismo, contro la globalizzazione e il capitalismo, a favore delle autonomie, del confederalismo e dell'ecologia profonda, prendendo solo nel 2019 contatto con altre realtà Nazional Anarchiche.
La Sezione Autonoma Estense al momento conta una trentina di aderenti attivi e svariati simpatizzanti, di varia nazionalità, orientamento sessuale, religione e trascorso politico. Ciò che viene portata avanti è una riflessione, che poi si trasforma in messa in pratica, basata sulla sovranità alimentare, la democrazia diretta, sul municipalismo libertario, il mutualismo, la tutela dell'ambiente e la libera associazione tra individui, ispirandoci direttamente al fenomeno delle micronazioni quali la Libera Città di Christiania e la "nostrana" Repubblica di Cospaia, con un forte occhio di riguardo verso i movimenti autonomisti e indipendentisti.
Alcuni attivisti della Sezione Autonoma Estense hanno partecipato attivamente alla realizzazione di un carro durante il Modena Pride 2019, aspramente attaccato da Militia Christi (un'organizzazione legata a Forza Nuova di nostalgici dell'inquisizione cattolica che tramite finti comitati locali allestisce dei veri e propri cortei contro le manifestazioni lgbti) come «l'anello mancante tra il satanismo e l'omosessualità» per via delle simbologie pagane utilizzate e per i forti collegamenti con l'esoterismo. Tali membri della Sezione Autonoma Estense sono stati denunciati da membri della suddetta congrega inquisitoria per presunte intimidazioni.
La nostra Sezione Autonoma è anche sede del Consolato Estense del Gran Ducato del Flandrensis, una micronazione fondata nel 2008 che reclama alcune isole dell'Antartide con lo scopo lungimirante di mantenere il Polo Sud una riserva naturale protetta anche a seguito dello scadere del trattato di Parigi nel 2048. Si tratta di una nazione molto peculiare, essendo l'unica al mondo a non volere nessun abitante sul suo territorio, difatti al momento conta 635 cittadini di 69 nazionalità diverse e 0 abitanti.
A seguito del rifiuto di candidarci come ambasciata italiana, in quanto non riconosciamo l'Italia come la nostra nazione, ma soltanto come una colonia del mercato globalista dentro alla quale vivono tanti popoli, il Gran Duca Niels ha accettato la proposta di creare un consolato locale che nello specifico mette in evidenza quanto nel territorio che fu l'antico Ducato Estense (il quale si estendeva alle attuali Modena, Reggio Emilia e Ferrara), vi sia la necessità di concentrare l'attenzione sulla "bassa" che si estende fino a Mantova, la quale arriva ad essere fino a 25 metri sotto il livello del mare. Tale territorio è direttamente interessato dall'innalzamento delle maree e rischia di essere completamente sommerso nel giro di pochi decenni, pertanto vi è una totale sinergia con il Flandrensis per la tutela dei ghiacciai e per la lotta al cambiamento climatico.
Tale federalismo nasce non tanto per irredentismo verso l'antico Ducato di Casa d'Este, quanto più per evidenziare quanto l'azione diretta popolare possa essere più efficace di delegare certe cause agli sciacalli che possono sedere nei parlamenti dello Stato Italiano.
Tramite il Consolato Estense è stata firmato un accordo di reciproco riconoscimento con la Micronazione del Bardo. Inoltre nel 2015 il Flandrensis ha partecipato al meeting delle micronazioni alla Repubblica di Alcatraz, ecovillaggio in Umbria diretto e allestito da Jacopo Fo, il figlio del noto comico/attivista.
Proprio di recente il Gran Ducato del Flandrensis ha disconosciuto i rapporti diplomatici con il Principato di Brenia, precedentemente conosciuto come Ermenstein, a causa delle prese di posizione contro la comunità LGBTI su Twitter da parte del reggente Ivan Gabriel Brienovich, in quanto «diversità e uguaglianza sono principi fondamentali del Flandrensis».
Ciò su cui vorremmo soffermarci è proprio la presunta incompatibilità con il Nazional Anarchismo e le comunità LGBTI da parte dei soliti delatori. Come Sezione Autonoma Estense ci opponiamo a ogni forma di suprematismo e discriminazione razziale, sessuale, religiosa o politica. D'altro canto non possiamo non criticare e denunciare lo strumentalismo della sinistra su una tematica così ampia da non potergli garantire l'esclusiva di parola a riguardo. Siamo pronti in qualsiasi momento a smentire chi sostiene che l'omosessualità non sia naturale, d'altro canto è praticata da almeno altre quattrocento razze animali non umane, e quasi sempre nelle stesse condizioni: sovrappopolazione e assenza di predatori. Si tratta a tutti gli effetti di una difesa della razza, pienamente il linea con le teorie dell'eugenetica. Come riteniamo che chiunque abbia il diritto di vivere come vuole, con chi vuole e per i motivi che ritiene opportuni, siamo pienamente a favore con il riconoscimento delle unioni civili in quanto accordo di convivenza che comporta diritti ma anche responsabilità verso il/i partner, senza pensare in nessun modo che ciò possa ledere a qualsivoglia forma religiosa di matrimonio o la libertà di terzi.
Ciò a cui ci opponiamo è l'omologazione e lo strumentalismo attuati da una sinistra che ritiene di detenere l'esclusiva di rappresentanza di una categoria così ampia come il movimento LGBTI, tenendo conto che i regimi socialisti tanto cari a loro, dall'Unione Sovietica a Cuba dei Castro, alla Cina di Mao, sono da sempre noti per la persecuzione degli omosessuali. È impensabile e ipocrita sostenere che un orientamento sessuale possa determinare le scelte politiche di qualsivoglia individuo, inoltre riteniamo in malafede chi utilizza tali battaglie come Cavallo di Troia per delle barbarie come l'utero in affitto come se i due argomenti fossero strettamente correlati, o semplicemente per guadagnare voti.
Anche se nella società occidentale c'è ancora chi si oppone alle leggi contro l'omofobia o ai diritti guadagnati dalla comunità arcobaleno, il più grande divario sociale odierno non è tra eterosessuale o omosessuale, ma tra ricchi e poveri. Non c'è da stupirsi se personaggi come Dolce & Gabbana, Platinette, Malgioglio o Solange non subiscono attacchi omofobi rispetto a qualsiasi ragazzo che vive nei quartieri popolari e che non frequenta cene di gala, campi da golf o studi televisivi e che di certo non è abituato a girare con la scorta e gruppi di fan.
Questo è evidente anche nella questione razzialista: che differenza c'è tra Barak Obama e George Floyd se non la casta sociale? Sono entrambi afro americani, ma il primo è stato presidente dell'America per due mandati, ottenendo un Nobel per la pace mentre dichiarava guerra al mezzo mondo, mentre l'altro è morto sotto al ginocchio di un poliziotto. Non neghiamo che il razzismo e il sessismo siano fenomeni da contrastare in toto, ma riteniamo che tali strumentalizzazioni oltre a nascondere interessi politici possano deviare l'attenzione dal problema e dalle sue cause.
Ricordiamoci che "PRIDE" vuol dire "ORGOGLIO", e non esiste nessun orgoglio di serie A o di serie B. Che si tratti di gay pride, etero pride, white pride, black pride.. sono tutte manifestazioni di orgoglio per la propria diversità e identità, che ci terremmo fortemente a distinguere dalle derive autoritarie e suprematiste che sostituiscono la parola "PRIDE" con "POWER". Siamo anarchici, non ci piace il potere, in mano a nessuno! Non ce ne vogliano le femministe che usano "girl power" come slogan.
Un esempio molto chiaro del nostro radicalismo come nazional anarchici si palesa nella nostra posizione sulle LGBT FREE ZONE in Polonia: è una barbaria adottare un tale sistema autoritario in città dove una parte della popolazione fa parte di tale categoria, legittimando schedature, nuove persecuzioni e discriminazioni.
Ciò non toglie che non abbiamo nulla contro chi decide il proprio stile di vita, come e con chi praticarlo: se un gruppo di persone vuole vivere lontano da quella che secondo loro è una forma di decadimento sociale, vuoi per ragioni spirituali o altro, li invitiamo a creare le loro piccole comunità autonome, ecovillaggi o micronazioni, ma senza in qualsivoglia modo limitare la libertà degli altri.
Questo gli consentirà di vivere liberamente il loro più che legittimo orgoglio eterosessuale e al contempo di non essere di intralcio alle altre comunità, preparandosi ad accettare il fatto che chiunque sia libero di dissociarsi da loro per tale scelta.
Pertanto rimboccarsi le maniche, predisporsi di voglia di fare e di positività, nel N-AM non c'è spazio per l'odio!
Questo ovviamente vale anche per le comunità pro-LGBTI.



Commenti